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giovedì, gennaio 24, 2008

Le badanti in Italia: ripensare le forme di assistenza familiare


Lavoro e Welfare
Le badanti in Italia: ripensare le forme di assistenza familiare

Cristiano Caltabiano - 21/01/2008

Il tema delle assistenti familiari è ritornato prepotentemente alla ribalta delle cronache all’inizio del 2008: ad Albano Laziale, una donna di 81 anni è morta a causa delle ferite che avrebbe riportato in un violento diverbio con la sua “badante”. La tragica vicenda è ancora al vaglio degli inquirenti, quindi si dovrà attendere la conclusione delle indagini per fare chiarezza su questo episodio drammatico.

Ad ogni buon conto, il rischio è che tale caso giudiziario possa essere strumentalizzato. La tentazione di fare di tutta l’erba un fascio è sempre presente, soprattutto fra i fautori di una politica di “tolleranza zero” nei confronti degli immigrati. Senza contare che la presunta colpevole dell’omicidio è una lavoratrice proveniente dalla Romania. Un gruppo nazionale che provoca spesso reazioni scomposte nell’opinione pubblica: da un velato senso di apprensione ad una ostilità aperta, ben esemplificata dallo stereotipo sulla “pericolosità dei rumeni”. In tal senso, è necessario ragionare con cautela, per evitare che l’onda montante della xenofobia dilaghi nella nostra società. Bisogna inquadrare in un contesto più ampio il fenomeno delle collaboratrici domestiche, riflettendo sulle cause che spingono molte famiglie italiane a pagare una persona di un’altra nazionalità per accudire gli anziani o, semplicemente, per tenere in ordine la propria casa.
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